ULDERICO PESCE e MARIA LETIZIA GORGA | Un ricordo di Amelia Rosselli e un estratto da “L’uomo col cappello di paglia”
Ulderico Pesce, autore, attore e regista teatrale, noto per il suo appassionato teatro civile, sul palco del Poetry Village racconterà la sua amicizia con la celebre poetessa Amelia Rosselli. Presenterà inoltre, in seconda nazionale assoluta, insieme all’attrice Maria Letizia Gorga, un estratto da L’uomo col cappello di paglia, sua nuova produzione teatrale intorno alla figura del poeta lucano Michele Perrella (1929-1996).
Introduce: Marco Fratoddi, direttore di Sapereambiente
Interviene: Giancarlo Sammartano, direttore artistico del Teatro di Villa Lazzaroni
L’uomo col cappello di Paglia
La nuova produzione del Centro Mediterraneo delle Arti di Ulderico Pesce, che è stata presentata lo scorso 30 agosto a Laurenzana (Pz), ruota intorno alla figura di Michele Parrella: il poeta nato, appunto, a Laurenzana il 17 ottobre del 1929 e morto a Roma l’8 marzo 1996. Lo spettacolo mira a raccontare la vita e l’opera del “principe del Serrapotamo”, con l’obiettivo di contribuire a togliere dall’oblio la voce di questo poeta di cui, purtroppo, non si parla più nemmeno nella sua terra.
Elemento strutturale dello spettacolo è il vagabondare del poeta, dal paese natìo, fino a toccare terre e paesi e città che lo accolsero, come Monaco di Baviera, Parigi, Berlino, Firenze, Matera, Roma ed altri luoghi che hanno influenzato la sua produzione artistica. Questo suo “vagare”, e questa scrittura “provvisoria ed errante”, lo portava a rifiutare qualsiasi “ancora”, o “fermata”, dettata dalle convenzioni del mondo borghese. Per Parrella non era importante il “mostrarsi”, rifiutava l’esibizione, rifiutava anche l’idea di pubblicare le proprie poesie, per lui era importante scriverle e fare il viaggio della vita con la massima sincerità e il massimo piacere.
Se per Gabriele D’Annunzio era importante arrivare alla meta, vincere, il “Vittoriale” ideato dal poeta vate è il mausoleo della propria vittoria nella vita, Parrella conia un termine che diventa il paradigma della sua vita e del suo percorso poetico: lo “sconfittoriale”. In un’epoca dove dobbiamo mostrarci vincenti, forti, dove dobbiamo comunicare, apparire, socializzare attraverso i moderni sistemi di comunicazione, appare educativo il messaggio lanciato già negli anni ’50 dal poeta lucano che, forse, preferirebbe continuare a rimanere nell’ombra.
Lo spettacolo, si avvale della regia e dell’interpretazione di Ulderico Pesce e Maria Letizia Gorga, con Stefano De Meo al pianoforte.
